Quando guardiamo il mondo vediamo tutto quello che c’è ?
La risposta è no! Purtroppo se non ci soffermiamo sui dettagli,
con l’intenzione di farlo, non li vediamo.
Proprio per questo le attività di osservazione non sono banali
ma mirate a sviluppare nell’individuo uno sguardo più attento e riflessivo.
Oltre allo sguardo però bisogna educare anche alla manualità,
educare inteso come “ex-ducere”, cioè “trarre fuori” dall’individuo le capacità
che GIÀ possiede. Sempre meno i bambini vengono coinvolti nelle faccende
quotidiane, incapaci di prepararsi una merenda o di crearsi qualcosa senza la
sorveglianza di un adulto. Bisogna invece orientare il minore e non ostacolare
la sua natura creativa!
Sulla base di ciò ho proposto a due fratelli (12-7 anni)
l’attività “Laboratorio d’osservazione:
l’arancia” divisa in due momenti :
1. Presentazione di una scheda in cui c'era il disegno di un'arancia con i nomi delle sue parti ed una serie di domande per indurre il bambino a "guardare a fondo". L'osservazione è avvenuta prima con il frutto intero e poi a metà. Dopo aver risposto alle domande il compito era di colorare l'immagine a seconda di come vedevano il frutto (ho dato loro delle matite così potevano fare più sfumature)
1. Presentazione di una scheda in cui c'era il disegno di un'arancia con i nomi delle sue parti ed una serie di domande per indurre il bambino a "guardare a fondo". L'osservazione è avvenuta prima con il frutto intero e poi a metà. Dopo aver risposto alle domande il compito era di colorare l'immagine a seconda di come vedevano il frutto (ho dato loro delle matite così potevano fare più sfumature)
2. La preparazione della torta all’arancia! Per me era
fondamentale che i bambini facessero loro il più possibile, quindi avevo già
preparato gli ingredienti pesati e tutti gli utensili da dover utilizzare.
Abbiamo letto insieme la ricetta e passaggio dopo passaggio sono
riusciti nell’attività (ovviamente ho infornato io).

Prima di iniziare con il dolce il fratello più grande e poi il più piccolo hanno detto:
<<Io con l’arancia non la voglio mica mangiare!>>, poi però dopo aver FATTO loro il dolce cominciarono a chiedermi quando potevano assaggiarlo <<ma solo un pezzettino piccolino, perché a me non piace l’arancia>> per poi chiedermene ancora.
Questo può far riflettere su come se siamo noi a fare qualcosa automaticamente ne siamo anche un po’ “fieri” e curiosi.
<<Io con l’arancia non la voglio mica mangiare!>>, poi però dopo aver FATTO loro il dolce cominciarono a chiedermi quando potevano assaggiarlo <<ma solo un pezzettino piccolino, perché a me non piace l’arancia>> per poi chiedermene ancora.
Questo può far riflettere su come se siamo noi a fare qualcosa automaticamente ne siamo anche un po’ “fieri” e curiosi.
Per questo invito tutti i genitori a cucinare, lavare, creare
CON i propri figli e non PER.
Siamo invitati a doverli educare e non a servirli.
Siamo invitati a doverli educare e non a servirli.





















