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sabato 4 aprile 2020

La pet therapy - cos'ho amato di più

Durante il mio servizio civile (svolto in Francia da settembre 2017/giugno 2018) per 5 mesi ho partecipato a delle attività educative un po' particolari all'interno della fattoria della fondazione.

All'interno della fattoria le attività erano le più varie, tra attività occupazionali ad una vera e propria pet therapy. Alcune attività svolte dalle persone con disabilità erano quelle di preparare il mangime per i cavalli, asini, pecore ecc, poi la pulizia del territorio, degli animali e dei luoghi comuni.
Per la pet therapy invece venivano scelte delle persone specifiche ( attraverso ciò che in Italia definiamo come PEI) e venivano prelevate dalle varie unità abitative e portate alla fattoria per prendere parte alla terapia.
Ma che cos'è la Pet therapy ? Sono degli interventi assistiti con animali  che si svolgono non solo in contesti terapeutici ma anche educativi o ludici. Questi interventi funzionano grazie alla relazione che si instaura  fra animale domestico e utente, una sintonia complessa e delicata che stimola l'attivazione emozionale e favorisce l'apertura a nuove esperienze ed a nuovi modelli di comunicazione.



L' animale non giudica, non rifiuta, si DONA totalmente, stimola sorrisi, aiuta la socializzazione, aumenta l'autostima e non ha pregiudizi. 

I pomeriggi che ho svolto alla fattoria sono stati incredibili, vedere come un animale si approcciava e si lasciava toccare da una persona non sempre cauta nelle azioni è stato davvero emozionante.
Penso che la zooterapia sia una di quelle cose da vedere e da provare nella vita e da far provare a bambini, anziani e persone con disabilità! Sentirsi coccolati e amati non ha prezzo. Pensate poi a livello sensoriale cosa significa toccare un pelo morbido rispetto ad uno ruvido, oppure a livello olfattivo avere tra le mani un animale che puzza e uno che profuma da cucciolo!


" Fino a quando non avrai amato un animale, una parte della tua anima rimarrà sempre senza luce!"
Anatole France

(Fonti: Nostrofiglio.it) 

giovedì 2 gennaio 2020

Imparare ad amare - Il mio servizio civile

Il 4 settembre 2017 sono partita per il mio servizio civile che ho svolto nel sud ovest della Francia. Nove sono stati in totale i mesi che ho trascorso lontana da casa. Il mio servizio civile è stata un'esperienza molto forte, è stata il mio primo vero e proprio viaggio da sola.
Posso dire di aver cominciato ad amare davvero in quel periodo, cosa?
Ho iniziato ad amare prima di tutto la mia famiglia, tassello fondamentale di ogni persona, gli animali, la natura e la disabilità.



Famiglia perché quando ci sono 1171 km  di distanza tra te e il tuo nido familiare capisci tante cose che prima non ti erano mai passare per la testa: l'importanza di avere qualcuno accanto che conosce i tuoi modi di vivere, ciò che ti piace, il tuo passato (ecc...); la difficoltà di lasciare andare la propria figlia verso la sua strada; capisci che loro sono gli unici che ci saranno sempre; e infine accogli con imbarazzo anche la mancanza (che ti sale dal cuore e va dritta alle lacrime) di un bacio.

La disabilità perché nel mio servizio civile ho lavorato presso la "Fondation John Bost", fondazione protestante che si occupa di accudire persone con varie disabilità in strutture residenziali seminate nella regione della Nouvelle Aquitaine e anche in altre regioni della Francia. Ho iniziato ad amare la disabilità perché non c'è nulla di più bello nell'essere veri. Attenzione, non sto dicendo che la disabilità è bella come malattia ecc, no, assolutamente! Intendo dire che è bella ed ho iniziato ad amarla perché è imprevedibile e così ricca di possibilità di crescita e mille sfaccettature da conoscere su cui rispecchiarsi.
La disabilità mentale è affascinante in quanto mi ha fatto sentire e mi fa sentire così priva di potere e quindi così piccola da avermi dato modo di sentirmi parte di un tutto. Ringrazierò ogni giorno nel mio cuore chi ho incontrato per quello che mi donato .



Gli animali perché durante il mio servizio svolgevo due giorni a settimana presso la fattoria della fondazione. "La Ferme de Meynard " ospita cavalli, pecore, capre, galline, conigli, asini e tanti altri animali che contribuiscono a creare un clima accogliente. Nella fattoria gli animali servono solo ad uso terapeutico e didattico. Ho imparato ad amarli perché non li avevo mai visti e vissuti così da vicino. Ho percepito in moltissime situazioni la loro pace e amore.


La natura perché abitavo in una terra circondata da vigneti e cambi e quando andavo a passeggiare mi sentivo parte di quel posto e anche un po' "a casa".


Non sarò mai abbastanza grata alla Nicol del 2017 per aver tenuto i denti stretti e aver continuato comunque il suo percorso in solitaria. Grazie per tutto quello che mi hai fatto vivere, la Nicol del 2020